Tra le abitudini sane che sto riuscendo a mantenere c’è quella di non usare l’ascensore. Il tuo papà che non c’è, da buon nerd, ha avversione per tutte le attività fisiche. Sembra una sciocchezza, ma quei quattro piani a piedi fanno bene al corpo e diventano una pausa di riflessione (se non ti distrai gli scalini sembrano non finire mai). Per esempio, qualche tempo fa, iniziata la prima rampa, mi sono soffermato sul fatto che non tocco mai il portone del palazzo a mani nude – un gesto ormai abitudinario. Perché lo faccio? In teoria dovrebbe essere sicuro per via delle misure igieniche, però non puoi mai sapere se chi lo ha toccato prima di te ha mancato al proprio dovere – sul momento mi ero risposto meno elegantemente. Qualche gradino più su ho realizzato che stavo giudicando troppo in fretta; queste “mancanze” devono pur provenire da qualche parte… È naturale che non tutti ricevano la stessa educazione, e a parità di educazione non tutti hanno le stesse priorità (detta diversamente: c’è chi se ne frega beatamente). Per non parlare delle influenze esterne. Ancora qualche scalino, sono a metà percorso. Possibile che dopo tutti questi secoli non si sia ancora affermata una consapevolezza condivisa? Il volto cambia, ma lo specchio del tempo rimane lo stesso e il suo riflesso ci dice che siamo quanto c’è di sbagliato nel mondo. Abbiamo solo da perderci nel fare scelte fondate sull’egoismo, eppure l’egoismo regna sovrano. A ben vedere, però, chi dovrebbe insegnarlo? Non è una prospettiva socio-culturale accessibile a chiunque. Alcuni gradini di silenzio. Sapere insegnare, il giusto nel modo giusto. Poter rinforzare una buona educazione, raddrizzarla quanto basta o combatterla quando occorre. Accompagnare verso la conoscenza, ispirare creatività, costruire il carattere, infondere fiducia, aprire nuovi orizzonti. Che potere immenso e sottovalutato: poter cambiare la storia, saper comunicare il presente, preparare alle sfide del futuro e dare in eredità il mondo. L’ultimo gradino, ecco la porta di casa. Tutto può cambiare, so che questo è vero.

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I problemi del nostro tempo sembrano radicati e insuperabili. Mi chiedo se ci sia mai stata una generazione che l’abbia pensata diversamente. Come cambia il mondo? Una persona alla volta. È un piccolo miracolo: se potessi vedere tutte le persone del mondo riunite, formerebbero davanti a te un mare informe e senza individualità; in mezzo alle onde sarebbe facile per una persona lasciarsi trascinare e solo i suoi vicini gli sembrerebbero importanti; poi qualcuno si erge sopra i flutti, si guarda intorno, una brezza sconosciuta giunge ai suoi orecchi e i suoi occhi raccolgono riflessi lontani; allora vede che non esiste un inizio, né una fine, non ci sono confini, non ci sono differenze, vede solo tanta umanità; così cerca di fare alzare lo sguardo a chi ha attorno per condividere questa scoperta, ma sono tutti troppo abituati a quella corrente, cambiare costa fatica e fa paura; quella persona ora si sente più piccola, a volte pensa di smettere di lottare e lasciarsi andare verso il fondo… finché non avvista un’altra figura che si solleva nella distanza; e i due si guarderanno fissi negli occhi e anche se per un istante, anche se divisi, anche se lontani avranno il conforto di sapere che non sono soli. C’è una nuova coscienza. Questo fenomeno come processo spontaneo è lento, si costruisce poco alla volta, poi all’improvviso accelera, sboccia e si espande. La storia è piena di momenti di presa di coscienza collettivi. Perché lasciarli a sé stessi? Abbiamo questa capacità incredibile di apprendere. Impariamo a insegnare, valorizziamo e miglioriamo la scuola, diamo ai nuovi arrivati le chiavi per un futuro sempre migliore. Si fa presto ad accusare genitori e insegnanti di inadeguatezza, andrebbero invece guidati, formati e supportati. Un paese che non scommette sul futuro è un morto che cammina – e non andrà lontano.

https://www.stillirisengo.org

A mio modo di vedere, non c’è problema piccolo o grande che non possa essere risolto da una valida educazione e un bravo insegnante, ed entrambi non avvengono per caso. Credo fermamente nella capacità dell’istruzione di poter cambiare il mondo e per fortuna non sono il solo. Una società veramente democratica offre istruzione di qualità a tutti. Anche io ho trovato conforto nell’esistenza di spiriti affini. Uno sguardo che ha incontrato il mio su quel mare umano appartiene ad una associazione meravigliosa che risponde al nome di Still I Rise. Se hai capito quanto ho detto finora, non ti giungerà come una sorpresa se affermo che l’insegnamento può risollevare una intera società. Ci sono paesi afflitti dalla guerra, intralciati dai conflitti, ostacolati da scelte fatte da persone di un’altra epoca o di un’altra appartenenza. Chi nasce in quei paesi non merita meno felicità di noi, solo per essere nata al di là di una linea immaginaria. Partono svantaggiati nella corsa verso una vita dignitosa, ma è un divario che si può colmare. Mandare soldi affinché una mano anonima sfami un bambino ritratto in condizioni disumane, aiuta solo i nostri sensi di colpa. Il cibo è importante, ma non basta: quel bambino domani avrà di nuovo fame e dipenderà ancora dalla nostra “carità”. Per fare la differenza dobbiamo dare loro gli strumenti per scegliersi e costruirsi un futuro libero. Still I Rise apre scuole dove ce n’è più bisogno; offre protezione e istruzione di alta qualità agli ultimi degli ultimi – l’intelligenza non conosce povertà, in compenso la ricchezza sguazza nell’ignoranza. Siamo tutti connessi, il loro successo sarà il nostro, così come la loro sconfitta sarebbe la sconfitta di tutti.

«Agisci in modo da trattare l’umanità, nella tua persona così come nella persona di ogni altro, sempre come un fine e mai come un mezzo».

I. Kant

Per una volta mi rivolgo direttamente a te lettore. Spero di averti portato con me lungo questa scalinata e di essere riuscito con le mie parole a convincerti di quanto tu sia importante per incoraggiare un cambiamento di coscienza globale. Sul loro sito potrai trovare informazioni su tutti i loro progetti e le possibilità che hai di supportare le loro scuole. Cambiamo il mondo, oggi, insieme.

https://www.stillirisengo.org/it/sostienici/

Un pensiero su “L’insegnamento è tutto

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