Tempo fa ho provato a coltivare un seme di avocado. Sembrava semplice: metti il seme sospeso in un bicchiere, così che stia per metà a mollo nell’acqua, aspetti che spunti una radice e lo trapianti in un vaso. Questo prima di realizzare che una pianta di avocado, come ogni albero che si rispetti, richiede anni per crescere e ancora più tempo per dare frutto. In breve, se sono fortunato, potrai gustare gli avocado del nostro albero quando avrai finito la scuola media (e con questo intendo sia la fortuna che l’albero cresca, sia la fortuna di averti avuto). Sono al secondo tentativo, in quanto il primo non era andato: dopo settimane di attesa il seme stava lì, crocifisso dagli stuzzicadenti, poco più vivo di un sasso. Questa volta invece è spuntata una bella radice e così ho potuto travasare il seme. Con trepidazione ho aspettato che germogliasse qualcosa. Giorni, settimane. Il nulla. Quella terra che già aveva visto morire il basilico si beffava dei miei innaffiamenti e del mio sguardo apprensivo. Come spesso succede, la monotonia portata dall’assenza di eventi spinge i tuoi pensieri altrove, e i miei erano già reclamati dai tanti problemi a scuola. Me ne dimenticai. Molto tempo dopo, alla fine di una settimana di pioggia uscii in balcone, senza un motivo particolare. Peccato che nessuno abbia potuto vedere la mia faccia. Sono felice che mi possano capitare ancora momenti del genere. Il tuo passo si arresta, la bocca si apre e prende forma di sorriso, gli occhi non si schiodano, intenti a conciliare la tua incredulità con l’obiettività di ciò che vedono. Un momento di meraviglia. Qualcosa era nato, e non semplici foglioline, ma un intero fusto.

Che sorpresa e quanto orgoglio in quella pianticina. Di corsa sono tornato a documentarmi su come vada coltivato l’avocado ed è qui che ho scoperto quali fossero i tempi di crescita. Questo non mi ha scosso più di tanto, la notizia brutta era un’altra: secondo più fonti era necessario potare la pianta, di netto. A quanto pare rende le radici più forti, ma con che cuore potevo amputare quella pianta che così arditamente aveva reclamato la propria esistenza? Ho aspettato diversi giorni prima di decidermi a farlo e questo non ha aiutato perché quelle foglioline intanto si moltiplicavano e crescevano a vista d’occhio. “Non vi preoccupate, la pianta di avocado è forte”. Raccontatelo a qualcun altro, è stato comunque un trauma… Mi sono sentito un mostro. Mi ero abituato ormai a tornare a casa e uscire in balcone a vedere come stava. Darle più acqua, spostarla all’ombra, osservare i nuovi germogli, accarezzare le foglie grandi per sentirne la ruvidità sulle dita. E ora invece era un gambetto mozzo. Che stretta al cuore. E che angoscia l’incertezza. Ce la farà? Si riprenderà? Ecco lo sapevo, non dovevo farlo, come ho potuto fidarmi di internet? Ormai non potevo che aspettare e avere fiducia in quelle radici nascoste.

Per fortuna la storia ha un lieto fine. Ci ha messo un po’, ma l’avocado si è davvero fatto più forte. Lentamente le nuove foglie sono diventati piccoli rami e hanno ripreso a decorarsi di foglie. Adesso questo futuro alberello è forte e sano. In teoria dovevo potarlo due volte, ma ANCHE NO, grazie. Che ti devo dire? Il simbolismo di questo episodio è così ovvio che ha allibito anche me. Anche tra i miei studenti capitano i semi insicuri, che ti lasciano con il fiato sospeso finché non li vedi sbocciare, quelli con le radici nascoste e profonde, ma forti più di quanto loro stessi si rendano conto, i germogli che arrivano tardi ma che contro ogni aspettativa alla fine ce la fanno e sono i più maturi di tutti. E per fortuna succede anche che sia il cielo a mandare l’acqua che tu non hai saputo donare. In tutti i casi non cambiano certe costanti da parte di chi coltiva questo giardino: pazienza, fiducia e cura. Posso solo ringraziare la natura per avermi dato questa lezione. Vederti crescere, meravigliarmi di ogni piccolo cambiamento, di ogni momento di scoperta, di forza, di difficoltà. Se per una pianta mi sono emozionato tanto, come mi sentirò quando si tratterà di te? Spero di scoprirlo. Sto provando a essere forte, ma non è facile.

Ti auguro di crescere altrettanto bene, di superare gli ostacoli, sovvertire i pronostici, di ergerti verso il cielo a reclamare il tuo diritto alla vita.

Ah, un’altra cosa, non fare come tuo padre, prendi esempio dalle piante di avocado e bevi tanta acqua!

Un pensiero su “A volte crescono

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